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Lug

Italia fuori dall'Euro?

Riporto un articolo sul ritorno alla Lira che mi ha colpito molto, perchè rispecchia esattamente la mia idea. Per potersi proteggere bisogna diversificare. In molti pensano che non si possa tornare alla vecchia Lira, e ce lo auguriamo tutti, ma se succede?

ROMA - Appena terminato incontro segreto tra Mario Monti e Angela Merkel. Comunicato congiunto dei due leaders: “Situazione insostenibile. Italia subito fuori dall’Euro.” La notizia segue di pochi minuti l’analogo annuncio dei governi di Grecia, Spagna e Portogallo. Ciò che politici ed istituzioni avevano garantito, per mesi, che non sarebbe successo è invece accaduto. 
La speculazione, negli alterni esiti delle quotidiane battaglie di mercato, non poteva non vincere la guerra: il vero spread tra Italia e Germania non è solo finanziario ma anche e soprattutto economico, politico e sociale.
Anni di valuta forte, l’Euro, hanno disperso il vantaggio competitivo che il Made in Italy aveva conquistato in cinquant’anni di svalutazioni della lira.
Come sarà quindi la nuova “lira”? Forte come l’euro o, molto probabilmente, più debole? Molto più debole.
Quali effetti sui nostri risparmi, sui quali si basano le sicurezze delle famiglie?
I nostri risparmi in titoli di stato, depositi bancari e postali, obbligazioni, che davano sicurezze ai risparmiatori, saranno automaticamente convertiti nella nuova valuta che varrà molto meno. E gli immobili? Cos’è successo ai loro prezzi passando dalla lira all’euro? Raddoppiati!
E quindi, cosa succederà facendo il passaggio inverso? Ricapitolando, i nostri risparmi varranno meno.
Chiedo perdono, infatti, la ‘notizia’ che ho appena fornito è falsa! L’Italia non è fuori dall’euro. Per ora, almeno. Cosa mi ha spinto ad emulare Orson Wells quando il 30 ottobre del 1938, durante una celebre trasmissione radiofonica su CBS, diede un finto annuncio di una invasione aliena in corso?
Il motivo è presto detto e, passando dalla radio al cinema, ricorda il film Ritorno al Futuro, interpretato dal giovanissimo (e straordinario) Michael J. Fox. I protagonisti potevano viaggiare nel tempo e tornare nel passato per adottare gli opportuni correttivi e produrre gli effetti desiderati, “cambiando” il futuro. Certamente noi non possiamo modificare politiche, decisioni e comportamenti di chi sta gestendo, ad alti livelli, la crisi. Né quelli di chi l’ha prodotta.
Ma quali opportune precauzioni possiamo adottare prima che la ‘notizia’ possa arrivare realmente?
La soluzione per tutelare i nostri risparmi, quella valida in ogni caso, c’è ed è alla nostra portata.
Guarda caso ne parliamo da tempo. E’ la diversificazione internazionale, l’unico antidoto possibile, da usare con adeguata posologia e sotto stretto contro ‘medico’. Certo, è probabile che non succeda nulla. Lo speriamo, ovviamente, ma nel frattempo non possiamo non occuparcene. Perché una serie di elementi producono una probabilità parimenti elevata che possa realmente succedere.
E se dovesse succedere, sarebbe comunicata in modo improvviso, non molto diverso da come l’ho comunicata io. Non ci avviseranno prima, non ci daranno un po’ di tempo per organizzarci... 
Quindi dobbiamo essere abbastanza rapidi. Ma tanto, pensano in molti, non succede. Giusto. E se succede?

Angelo Valenzano di www.zonafrancanews.it

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