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Nov

Banking union: cos'è l'unione bancaria europea?

"L'unione bancaria europea ci cambierà la vita, molto di più dell'entrata in vigore dell'euro" (Mario Draghi)

 ECB shows disposition to reactivate bonds buying

Perché è così importante per l'Italia l'unione bancaria europea?

Provate a pensare all'Italia come una mamma e le banche italiane come tante figlie attaccate alla loro mamma tramite il cordone ombelicale: dipenderebbero totalmente dalla mamma, sia nella buona sia nella cattiva sorte. Ora portiamo quest'esempio alla situazione attuale del sistema bancario europeo ed italiano: l'Italia ha rating BBB di conseguenza la miglior banca italiana può avere al massimo BBB-. Ne discende che se la banca italiana ha bisogno di soldi, deve pagarli più dello stato riversando il maggior costo alle famiglie ed alle imprese, dipende cioè totalmente dallo stato italiano. Allo stesso modo le banche tedesche dipenderanno dalla Germania: infatti pagano il denaro meno delle cugine italiane generando così la diversa competitività delle aziende e diversa crescita del paese.

Il presidente della BCE Draghi vuole riuscire a tagliare questo cordone ombelicale mettendo tutte le banche europee sullo stesso piano, vigilate tutte dallo stesso ente (la BCE) e questo avverrà a partire dal 01/10/2014, cioè a brevissimo. Inoltre l'EBA nel 2014 farà uno stress test standardizzato a livello europeo, proprio per confrontare le varie banche con un unico strumento.

Questa decisione porta a far si che la Banca d'Italia voglia consegnare in mano alla BCE le banche italiane con i conti in ordine, ed è per questo che il 2012 e il 2013 sono stati due anni di grandi ispezioni di Bankitalia in numerose banche, facendo emergere dati poco rassicuranti, sia in termini di redditività sia in termini di sofferenze bancarie dichiarate. Per sanare questi buchi le banche devono ricorrere ad aumentare il loro capitale. Una banca può aumentare il proprio capitale o facendo utili o con un aumento di capitale chiesto agli azionisti. Il problema sorge ora: le banche stanno attraversando un momento di forte crisi e sono incapaci di generare utili a sufficienza (se non addirittura perdite), e gli azionisti ormai dissanguati si sono stancati di versare capitali.

E non è tutto...

Dal 01/01/2018 l'Ecofin ha deciso come verranno gestite le crisi bancarie; se fino ad oggi il salvataggio delle banche greche, spagnole, portoghesi ed irlandesi è stato fatto dal fondo salvastati (ai contribuenti italiani tutto questo è costato qualcosa come 50 miliardi), da tale data ci penseranno i privati con un bail-in. In poche parole, quando una banca dovrà essere salvata, l'8% delle passività verrà prelevata dai suoi creditori, il 5% dallo stato, solo poi interverrà il fondo salvastati. Ma chi sono i creditori di una banca? Azionisti in primis, obbligazionisti subordinati, obbligazionisti senior e anche i depositanti con conti superiori ai 100.000 €. La Germania tra l'altro sta valutando l'idea di togliere tale soglia limite di 100 mila euro in maniera tale che i capitali vengano trasferiti nelle banche tedesche, ritenute più sicure.

Questa è una rivoluzione Copernicana, perché è stato trasferito al singolo risparmiatore l'onere di sapere a quale banca affidare i propri risparmi, per non incorrere in tali rischi.

Come dire, risparmiatore avvisato....

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