5
Set

Interesse semplice e composto

Nella vita di tutti i giorni si sente spesso parlare di interessi, percentuali, rendimenti ecc., ma spesso non si pone abbastanza attenzione a capire se quello che ci stanno offrendo sia un tasso di interesse semplice o composto. 
Ma che differenza c'è? Vediamo insieme.

tasso di interesse

L'interesse viene detto semplice quando è proporzionale al capitale e al tempo. Ovvero gli interessi, maturati da un dato capitale nel periodo di tempo considerato, non vengono aggiunti al capitale che li ha prodotti (capitalizzazione) e, quindi, non maturano a loro volta interessi. 
L'interesse viene detto composto quando, invece di essere pagato o riscosso, è aggiunto al capitale iniziale che lo ha prodotto. Questo comporta che alla maturazione degli interessi il montante verrà riutilizzato come capitale iniziale per il periodo successivo, ovvero anche l'interesse produce interesse. 

Fin qui tutto chiaro, ma la maggior parte di noi non riesce a calcolare a mente l'interesse composto di un investimento e tende suo malgrado a trattarlo come semplice.


Facciamo un esempio di interesse semplice ed interesse composto e vediamo cosa cambia:

Capitale iniziale: 100.000 € durata - 10 anni - interesse 5%

INTERESSE SEMLICE

  • 1o anno: 100.000+5%= 105.000
  • 2o anno: 100.000+5%= 105.000
  • 3° anno: 100.000+5%= 105.000
  • 4° anno: 100.000+5%= 105.000
  • 5° anno: 100.000+5%= 105.000
  • 6° anno: 100.000+5%= 105.000
  • 7° anno: 100.000+5%= 105.000
  • 8° anno: 100.000+5%= 105.000
  • 9° anno: 100.000+5%= 105.000
  • 10° anno: 100.000+5%= 105.000

INTERESSI TOTALI = 50.000 €


INTERESSE COMPOSTO

  • 1° anno: 100.000+5%= 105.000
  • 2° anno: 105.000+5%= 110.250
  • 3° anno: 110.250+5%= 115.762,50
  • 4° anno: 115.762.50+5%= 121.550,62
  • 5° anno: 121.550,62+5%= 127.628,16
  • 6° anno: 127.628,16+5%= 134.009,56
  • 7° anno: 134.009,56+5%= 140.710,04
  • 8° anno: 140.710,04+5%= 147.745,54
  • 9° anno: 147.745,54+5%= 155.132,82
  • 10° anno: 155.132,82+5%= 162.889,46
INTERESSI TOTALI = 62.889,46 €

Come si può notare, nel medesimo orizzonte temporale di 10 anni e allo stesso saggio del 5%, l'interesse semplice ha prodotto 50.000 € di plusvalenza, mentre quello composto ben 62.889,46 €, cioè 12.889,46 € in più.
Inoltre bisogna tener conto anche del tasso d'interesse reale, che è depurato dell'inflazione: infatti quando il tasso di inflazione sale e il tasso nominale di interesse è basso, è possibile che il tasso di interesse reale sia negativo. Chi percepisce il tasso di interesse rischia di credere di incassare un reddito positivo, che in realtà, tenuto conto dell'inflazione, è negativo.

Consiglio: affidatevi ad un professionista che può spiegarvi queste cose e, dopo un'analisi della vostra situazione finanziaria, sarà in grado di coniugare le vostre esigenze con gli strumenti più appropriati.
23
Ago

Come diversificare gli investimenti

Un buon portafoglio investimenti diversificato è un modo per raggiungere i propri obiettivi finanziari, riducendo al minimo il rischio, in un determinato arco di tempo. Vediamo come fare!
DIVERSIFICARE SIGNIFICA VARIARE. Un buon portafoglio investimenti diversificato è un modo per raggiungere i propri obiettivi finanziari, riducendo al minimo il rischio, in un determinato arco di tempo.
LA DIVERSIFICAZIONE aumenta inoltre la probabilità di beneficiare di un flusso costante di reddito. Questo può essere particolarmente importante se si hanno obiettivi a breve termine ( il pagamento delle tasse per l'istruzione universitaria di vostro figlio, ad esempio).

LO SCOPO DI DIVERSIFICARE è quello di evitare che un cattivo investimento spazzi  via gran parte (o la totalità) del  patrimonio di un investitore, ripartendo il proprio portafoglio in azioni, obbligazioni e liquidità. All'interno di queste classi, gli investimenti possono essere ulteriormente diversificati. Le azioni, ad esempio, possono essere acquistate in diversi settori di mercato mentre le obbligazioni si possono diversificare per qualità creditizia e scadenza. Le liquidità, invece, continueranno a garantire un piccolo tasso di interesse durante i periodi in cui il valore di altri investimenti sta scendendo.
UN PORTAFOGLIO DIVERSIFICATO di solito comprende gli investimenti in titoli a breve termine che pagano dividendi, titoli di stato, fondi comuni di investimento e depositi a termine, in una percentuale  variabile in base alla necessità di investimento individuale. Ogni portafoglio diversificato infatti, varia a seconda delle esigenze e preferenze degli investitori.
GLI INVESTITORI hanno la tendenza a comprare gli investimenti che, al momento, registrano le perfomance migliori. Questo porta alla mancanza di diversificazione. Se, ad esempio, i  titoli tecnologici si stanno comportando particolarmente bene, l'investitore potrebbe trovarsi con un portafoglio “di nicchia” e molto settoriale che rischia di precipitare tutto insieme, in un colpo solo.
O ANCORA, se i mercati azionari stanno andando male, l'investitore che tende a focalizzarsi sulle obbligazioni, rischia di perdere ottime opportunità di guadagno nel momento in cui le azioni iniziano nuovamente a salire.
PER QUESTO GLI INVESTITORI devono prendere una decisione consapevole:  diversificare il proprio portafoglio e mantenere o aumentare l’investimento nei  settori underperforming.
A TAL FINE, è fondamentale determinare i propri obiettivi di investimento e mettere a punto strategie di mirate, capaci di soddisfare le proprie esigenze. A questo punto è necessario individuare le fonti che permetteranno di raggiungere gli obiettivi individuali.
IL PASSO SUCCESSIVO è la costruzione di un portafoglio diversificato. Gli investimenti vanno fatti in modo appropriato, utilizzando una società di brokeraggio o contattando un agente di cambio. In alternativa, è possibile creare e gestire il proprio portafoglio autonomamente tenendo d'occhio i diversi settori di mercato e il comportamento delle singole imprese all'interno di tali segmenti.
DA QUI, si procede allo sviluppo del proprio portafoglio, tenendo traccia delle prestazioni per assicurarsi che soddisfino le esigenze e gli obiettivi prefissi, apportando, laddove necessario,  modifiche agli investimenti.
SAPPIATE che l’ampiezza del vostro portafoglio di investimenti incide sulla sua vulnerabilità ed esposizione agli alti e bassi dei mercati, delle singole imprese o dei settori. E’ preferibile prendere in considerazione i fondi comuni di investimento, se non si ha tempo o si dispone di poco denaro da investire in una vasta combinazione di singoli titoli.
Da ProfessioneFinanza
11
Ago

Ecco il modo per guadagnare con la crisi

Salvare il patrimonio dall'eurocrisi è la sfida più difficile per ogni risparmiatore. Per aiutare i lettori a orientarsi il Giornale ha interpellato due esperti nella movimentazione dei portafogli titoli. Armando Carcaterra, direttore investimenti della società di gestione Anima (tra i leader in Italia), ha suggerito come impostare il proprio portafoglio nell'arco di 12 mesi, mentre Corrado Caironi, stratega di R&Ca-ricercaefinanza.it (ed ex numero uno in Italia dei colossi americani BlackRock e Merrill Lynch), ha ipotizzato uno scenario per ottenere un rendimento nei prossimi 6 e 18 mesi.

Per entrambi la parola d'ordine è «prudenza». Se il mercato si riprenderà, si potranno ottenere rendimenti fino al 7%, ma se le incertezze della zona euro dovessero persistere, è meglio privilegiare la liquidità in tutte le sue forme: Bot, conti di deposito e anche «pronti contro termine».
Per cogliere tutte le opzioni possibili, anche dal punto di vista valutario, è comunque meglio affidarsi ai fondi sia che investano in obbligazioni sia che puntino sulle azioni. In questo modo si riducono i rischi legati alle strategie «fai-da-te».

6 mesi  La parola d’ordine è liquidità: dai conti di deposito anche il 3%

Difendere il proprio patrimonio e cercare un rendimento soddisfa­cente in un orizzonte di breve termine come quello a sei mesi è una sfida interessante. Soprattutto perché i mercati in quest’ultimo periodo ci hanno abituati a turbolenze spesso inaspettate con una sequela di rialzi e ribassi di difficile lettura.
Ecco perché se non si è disposti a rischiare, ma si è soprattutto inten­zionati a proteggere dai rischi i propri risparmi, la parola d’ordine è li­quidità. Se il capitale disponibile si aggira intorno ai 10mila euro o poco più,ovviamente,l’unica possibilità è comperare i «pronti contro termine» (un prestito di titoli a breve scadenza che le banche remunerano ge­neralmente al 2,5% netto su scadenze semestrali).
Se, invece, la disponibilità è più elevata, si può aprire il proprio porta­foglio a un ventaglio di opportunità, cioè si può differenziare. Per chi ha un atteggiamento conservativo sei mesi non sono il termine idea­le per esporsi ai mercati azionari, dunque il proprio tesoretto può es­sere dislocato come segue. Il 10% può essere investito in fondi spe­cializzati in titoli di Stato dell’area euro a breve termine (il rendimen­to è basso perché questi prodotti ovviamente puntano sulla sicu­rezza tedesca più che sul rendi­mento italiano). Un 25% invece può essere accantonato nei conti di deposito (i depositi vincolati ai quali viene applicato un tasso van­taggioso) come quelli di Banca Mediolanum, CheBanca! e Conto Arancio. A sei mesi si riescono a spuntare rendimenti fino al 3 per cento. Il 45% può essere investito sui fondi obbligazionari governa­tivi dell’area euro a medio termi­ne, mentre il restante 20% in fondi obbligazionari globali (cioè che investono in tutto il mondo) specializ­zato nel settore industriale e in titoli ad alto rendimento. Questo panie­re può rendere fino al 4% netto se la situazione di incertezza perdurerà. Se l’impostazione del mercato dovesse migliorare si potrebbe comun­que ottenere un 2,5% netto.
Chi ama le scommesse, invece, può replicare il portafoglio prudente con una piccola variante.Anziché puntare il 45%sulle obbligazioni sta­tali dell’area euro a medio termine, si riduce questa componente al 30% utilizzando il residuo 15% per investire su un fondo azionario globale incentrato sulle azioni dei Paesi sviluppati che garantiscono elevati divi­dendi. In questo modo si dovrebbe riuscire a strappare un rendimento del 4,5% netto che può arrivare fino al 5%, se i mercati dovessero orien­tarsi positivamente. Si tratta, comunque, di una buona performance te­nuto conto del nervosismo delle Borse.

12  mesi Un mix bilanciato di fondi in attesa che passi la bufera

Un portafoglio per stare tranquilli nei prossimi dodici mesi. Avere un po’ di pazienza in più, in questo caso, potrebbe consentirci di appro­fittare della svolta decisiva dei mercati, ormai attesa da molti mesi. Se la Bce e il Fondo salva-Stati scrivessero la parola «fine» alle speculazioni nei confronti della moneta unica con interventi a sostegno dei Paesi più in difficoltà, le prospettive sarebbero positive.
Ecco, dunque, come prepararsi al bel tempo sulle piazze finanziarie. Se la propensione al rischio è bassa e si bada soprattutto al capitale, il primo pensiero deve essere la liquidità. In questo caso, un 20% investito in un Bot annuale dovrebbe garantire un rendimento lordo del 2% cir­ca. Un altro 12% dovrebbe essere allocato su un fondo obbligazionario che investa in titoli di Stato italiani in modo da garantirsi dei buoni rendi­menti, mentre un 8%su un fondo obbligazionario dell’area euro per sta­re sicuri. Un altro 20% andrebbe stanziato per acquistare quote di un fondo obbligazionario dedica­to alle società industriali e finan­ziarie dell’Eurozona (rendimenti attorno al 5%). Mentre un altro 20% dovrebbe essere ripartito tra un fondo obbligazionario dedica­to alle società industriali dei Paesi sviluppati e un altro dedicato ai bond industriali e finanziari dei Paesi emergenti.Quest’ultima mi­scela dovrebbe strappare un altro 3%di rendimento.L’ultimo 20%a nostra disposizione può essere in­vestito sui fondi azionari. Anche in questo caso diversificare è im­portante, perciò meglio mettere il 10%su un azionario europeo e l’al­tro 10% su un azionario interna­zionale. Secondo stime prudenti, in un contesto positivo, gli aziona­ri potrebbero portarci un 10% net­to spingendo il rendimento del nostro portafoglio vicino al 4,5% (3% se invece i mercati dovessero invece impostarsi negativamente).
Il risparmiatore che ama la scommessa e, dunque, non teme le incer­tezze dei mercati azionari può modificare il paniere raddoppiando la quota di fondi azionari in portafoglio al 40% (20% area euro e 20% globa­le). Il restante 60%, perciò, dovrà essere rimodulato secondo la riparti­zione esposta sopra. Il 15% dedicato al Bot annuale, il 15% ripartito tra l’obbligazionario di Stato italiano (9%) e quello dell’area euro (6%), il 15% dedicato ai bond societari europei e il 15% per quelli dei gruppi in­ternazionali (7,5% Paesi sviluppati e 7,5% Paesi emergenti). In questo modo il rendimento netto può arrivare fino al 6% se i mercati dovessero impostarsi positivamente. In caso contrario, la componente obbliga­zionaria e di liquidità (nonché la diversificazione valutaria) dovrebbe­ro garantire circa il 4 per cento. 

18 mesi Giocare la carta dei «future» per aumentare i rendimenti

Guadagnare e mettere i risparmi al sicuro in un arco di 18 mesi segna una profonda differenza tra i profili degli investitori. Chi ha una propen­sione bassa al rischio, infatti, resterà lontano dalle azioni e beneficerà indirettamente di eventuali rialzi. Chi, invece, ha la passione per la Bor­sa, deve garantirsi un rendimento superiore a quello che conseguireb­be se parcheggiasse la sua liquidità in un Btp. Più si allungano le scaden­ze, infatti, più il fattore-rendimento è decisivo per chi vuole scommette­re. Ma andiamo con ordine. L’investitore con una bassa propensione al rischio può mantenere sempre il 25% nei conti di deposito (in questo caso il rendimento netto si manterrà quasi sempre al di sopra del 3,5% visto il vincolo più lungo), mentre il 10% resterà sempre investito su fon­di dedicati ai titoli di Stato a breve termine dell’area euro.
La componente in fondi obbligazionari a medio termine dovrebbe es­sere impostata sul 30%, mentre lo spazio per i fondi globali dedicati alle obbligazioni societarie ad al­to rendimento dovrebbe attestar­si sul 35 per cento.
Questo mix dif­fer­ente dovrebbe consentire il rag­giungimentodi un rendimento netto del 4,5%, sia nel caso i merca­ti restino nervosi sia che si avviino sulla strada del rialzo.
Discorso molto diverso per chi, invece, è disposto ad azzardare. Innanzitutto il 50% va messo al ri­paro tramite un 10% di liquidità (conti di deposito)e un 40%di fon­di obbligazionari dell’area euro. Il restante 50% si può ripartire tra un 25% di fondi obbligazionari globa­li dedicati alle società ad alto ren­dimento ( quelle con la cedola più elevata), un 15% dedicato a un fon­do azionario globale composto da titoli che staccano un elevato di­vi­dendo e un 10% con un fondo azionario che punta sui Paesi emergenti (Brasile, Russia, India e Cina in primis). Questa soluzione, se il mercato riparte, può garantire fino al 7% netto.
Ma se le Borse dovessero continuare a essere preda dell’incertezza,il rendimento può scendere fino al 5-5,5 per cento. Come detto in prece­denza, questa redditività non è molto premiante rispetto a quella garan­tita dal portafoglio conservativo. Ecco perché gli investitori più esperti hanno una carta per «pompare» il rendimento: i future, ossia i contratti per comprare (call) o vendere (put) a una determinata scadenza un de­terminato titolo.
Se si è ottimisti si può usare il 10%di liquidità come ga­ranzia per acquistare una call sull’indice azionario globale Msci World.
Se il mercato salirà,il nostro portafoglio sarà trascinato ancor più all’in­sù dal future. I pessimisti, invece, possono comprare una put per limita­re i danni in caso di ribassi.
Da Il Giornale

6
Ago

Contanti o bancomat?

Pagamento in contanti o pagamento con la carta di credito? Sempre meno rischioso l'utilizzo di queste ultime. Italiani convertiti, dolenti o nolenti, alle carte di pagamento!


Pagamento in contanti non così sicuro come il pagamento con carta di credito, bancomat e carte di pagamento in generale. A rilevarlo l’annuale “Rapporto statistico sulle frodi con le carte di pagamento” elaborato dal Dipartimento del Tesoro, secondo cui nel 2011 il pagamento con carta di credito e carte di pagamento in generale è diventato sempre più sicuro.

Pagamento in contanti e tracciabilità pagamento

Una notizia questa che avalla la novità introdotta riguardante la tracciabilità dei pagamenti, uno dei cavalli di battaglia del Governo Monti per la lotta all’evasione fiscale. Tracciabilità pagamenti che si è tradotta nell’introduzione di un limite al pagamento in contanti della soglia di 1000 euro.

Carte di pagamento più sicure dei contanti

In merito alla maggiore sicurezza nel  pagamento con la carta di credito, bancomat e carte di pagamento in genere  che si sta registrando, soppiantando sempre di più l’uso del pagamento in contanti, Giuseppe Maresca, Direttore per la prevenzione dei reati finanziari presso il Dipartimento del Tesoro, ha sottolineato che “L’Italia è ancora il popolo del bancomat, che usa la carta più per prelevare contante che come normale mezzo di pagamento alternativo al contante. Eppure in Italia l’utilizzo della carta risulta più sicuro che in altri paesi e anche quest’anno” – continua il Direttore Maresca, – con il Rapporto annuale abbiamo fatto un confronto con altri paesi ed è emerso come, a parità di transazioni, la Francia e la Gran Bretagna, ad esempio, subiscano più del doppio delle perdite rispetto all’Italia, con un’altra grande differenza: in Italia le frodi più numerose riguardano transazioni con l’estero, mentre in questi paesi il fenomeno appare più nazionale. Rispetto ai canali utilizzati, quello Internet risulta in crescita nel 2011 rispetto agli altri due presi in esame – Prelievi ATM e POS – che risultano comunque ancora i canali più diffusi di utilizzo delle carte con, di conseguenza, un’incidenza maggiore del tasso di frodi. All’interno del canale Internet, è in particolare nelle transazioni con l’estero che il fenomeno delle frodi cresce maggiormente nel 2011, soprattutto in relazione alla categoria merceologica delle “Leisure activities” e con una forte concentrazione nella sotto-categoria del “Betting/Casino Gambling”, in pratica i siti esteri di gioco e scommesse online.

Pagamento in contanti sempre meno sicuro

Nel Rapporto statistico sulle frodi con le carte di pagamento, l’Italia si è dimostrato il paese con meno incidenza di frodi nell’utilizzo delle carte di pagamento per effettuare transazioni, rispetto ai paesi d’Europa. Un netto calo delle frodi cominciato già lo scorso anno che porta, in nome della tracciabilità pagamenti, al declino inesorabile, tanto voluto dal Governo tecnico, del pagamento in contanti e uno sviluppo costante dell’utilizzo del pagamento con la carta di credito e con le carte di pagamento in generale. Italiani avvisati: la conversione alle carte di pagamento pare d’obbligo.

Da InvestireOggi
31
Lug

Cos'è la diversificazione

In economia finanziaria, la diversificazione di un portafoglio di titoli consiste in una riduzione della rischiosità del suo rendimento, legata alla presenza di più attività finanziarie, i cui rendimenti non sono perfettamente correlati, all'interno del portafoglio stesso. In pratica, dato che i rendimenti di investimenti diversi non sono quasi mai correlati, si opera sul portafoglio aggiungendovi una vasta gamma di titoli con scadenza diversa che consentono di frazionare il rischio complessivo dell'operazione. Questo consente agli intermediari di prevedere con maggiore precisione l'esito dell'investimento, quindi valutarne rischio e rendimento, così da mantenerele promesse fatte ai fornitori di fondi.

I VANTAGGI

Nella pratica, i benefici della diversificazione in termini di riduzione del rischio di portafoglio giustificano l'esistenza di istituzioni quali i fondi comuni di investimento, e di strumenti finanziari come gli exchange-traded funds (ETF). Entrambi consentono infatti a un investitore di acquisire direttamente un portafoglio altamente diversificato, senza incorrere negli elevati costi di transazione e di raccolta di informazioni che comporterebbe investire in una serie di attività finanziarie individuali.

Definizione tratta da Wikipedia
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